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"Invisible" to protect Manerbio drachmas

Che cosa hanno in comune 4194 piccole monete celtiche in argento e la luce di sincrotrone di Trieste? 
Apparentemente nulla, eppure l’incontro di queste due realtà è avvenuto, stimolato da un lato dall’esigenza del Museo di Santa Giulia di Brescia di dover inventariare i piccoli reperti del II secolo a. C. con un metodo non troppo invasivo, dall’altro dalla ricerca di Elettra - Sincrotrone Trieste per altri impieghi delle tecnologie che all’interno delle sue strutture si vanno compiendo. Nuove frontiere non solo per la siglatura dei reperti museali, ma anche per l’apposizione di marchi anticontraffazione invisibili sulle opere d’arte.
L'incontro "Nuove tecnologie per reperti antichi: l'esempio delle dracme di Manerbio", che si tiene oggi, giovedì 4 aprile presso la sala conferenze del Museo di Santa Giulia di Brescia, vede coinvolti il Museo stesso e Elettra - Sincrotrone Trieste. 
Relatori: Francesca Morandini, Responsabile del Sevizio Collezioni e Aree Archeologiche del Comune di Brescia e Marco Peloi, fisico di Elettra - Sincrotrone Trieste.

Per saperne di più sul ritrovamento delle dracme di Manerbio

Last Updated on Thursday, 04 April 2013 16:32